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SOLO UN ACCORDO TRA REGIONE LOMBARDIA E COMUNE DI MILANO PUÒ METTERE SU BASI SOLIDE IL PROGETTO DI RIAPRIRE I NAVIGLI di Roberto Biscardini

26 Gennaio 2017,

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Solo un accordo serio stretto tra Regione e Comune può mettere sul binario giusto il progetto di riapertura dei Navigli a Milano. Perché la riapertura dei Navigli, anche se ricade tutta all’interno del Comune di Milano, è di assoluta rilevanza regionale e anche di competenza della Regione Lombardia. Sia perché aprire i Navigli a Milano significa realizzare il completamento del sistema della rete dei Navigli lombardi, sia perché sono di competenza regionale la gestione delle acque e il sistema idraulico generale.
E’ quindi nostra convinzione che senza una partecipazione attiva della Regione questo progetto non si farà mai e non nascerà con il piede giusto. Non dimentichiamoci che gli obiettivi sul terreno sono due: riaprire i Navigli a Milano e riqualificare e riattivare i Navigli esistenti, per garantire continuità alla rete e per ripristinare la navigabilità, turistica in particolare. Quindi, se non si colloca questo progetto in una visione regionale ampia, diciamo leonardesca, il progetto di riaprire i Navigli a Milano rischia di diventare un boomerang. Verrebbe percepito come un’opera velleitaria e non prioritaria, un’opera in sé, di solo “abbellimento” effimero della città, assurda, e soprattutto inutile se qualcuno pensasse persino di realizzarne solo dei pezzi. Dal grande consenso della stragrande maggioranza dei milanesi rischieremmo di passare al suo contrario.
Ecco perché il progetto della riapertura dei Navigli a Milano ha assolutamente bisogno di una partecipazione istituzionale oltre che del Comune anche della Regione Lombardia.
Partecipazione che secondo noi dovrebbe concretizzarsi in un primo atto politico fondamentale: l’affermazione esplicita della Regione Lombardia di condividere l’opera e di voler partecipare, non solo finanziariamente, ma complessivamente alla sua realizzazione. Come? Chiedendo al Comune di Milano di stipulare con lei un Accordo di Programma, preliminare a qualunque atto amministrativo successivo.
Dell’ipotesi di una stipula dell’Accordo di Programma, che contenga come punto essenziale la dichiarazione congiunta della Regione Lombardia e del Comune di Milano di condividere il valore strategico di quest’opera e quindi l’impegno di volerla realizzare coordinando le reciproche azioni, se ne è discusso già da tempo, ed in particolare al Convegno “Riaprire i Navigli a Milano. Un grande progetto per la Regione Lombardia”, organizzato dalla nostra Associazione Riaprire i Navigli, tenutosi a Palazzo Pirelli il 24 giugno del 2015, con la partecipazione del Presidente del Consiglio Regionale, Raffaele Cattaneo, e dell’Assessore Massimo Garavaglia.
In quella sede avevamo annunciato la disponibilità della nostra Associazione a collaborare con dei nostri esperti ai lavori della struttura tecnica della Regione, mettendo a disposizione tutte le esperienze e la documentazione in nostro possesso, per la predisposizione dell’Accordo di Programma da stipularsi secondo le procedure della Legge regionale n. 2 del 2003 e da lì ripartire.
Ripeto un documento preliminare della Regione Lombardia e del Comune di Milano che sancisca solennemente, e non solo a parole, la volontà di riaprire i Navigli coordinando tutte le esperienze e le conoscenze tecniche delle due istituzioni, per definire le procedure, il programma dei lavori, le modalità di finanziamento e quant’altro sarà necessario precisare, insieme ad ogni altro adempimento.
Sentire la politica continuare a dire “che bello, che bello” senza dare gambe amministrative alla realizzazione dell’opera è patetico. Che riaprire i Navigli sia fattibile dal punto di vista ingegneristico, idraulico e urbanistico è chiaro dal 2007, da alcuni semplici verifiche e da alcune nostre elaborazioni.
Adesso il problema è come e quando.




Commenti

Silvia Francescato - 22-02-2017 15:05:50
Io sarei favorevole, ma ora sono anche dubbiosa che si possa fare dopo aver constatato i nuovi lavori per la metropolitana, che passano proprio dove ci dovrebbe essere una parte della navigazione, tra l'Università Statale e il Policlinico. Come al solito in Italia ognuno va per la propria strada e non si fanno progetti a lungo raggio e a largo respiro di tempo.
Claudio Barbaglio - 27-01-2017 14:38:34
Un aspetto non da sottovalutare, che sarebbe molto apprezzato, da buona parte della cittadinanza è l'opportunità, finalmente, di rendere pedonali molte zone oggi intasate dal traffico e magari, in futuro, rilanciare anche la navigazione dei Navigli per lo spostamento urbano, non solo a fini turistici.
Sicuramente la prospettiva di chiusura di interi tratti di strada, alla circolazione delle auto, creerà dissensi da parte di molti commercianti (se pur sono convinto molti meno di quanti si creda); ad ogni modo è un problema che sarebbe affrontare con le dovute concertazioni (ad esempio concedendo spazi gratuiti all'aperto per le attività di ristorazione) così da rendere maggiormente appetibile il progetto.
Edo Bricchetti - 27-01-2017 11:43:32
Penso che la questione sia di fondamentale importanza strategica per tutta l'area interessata dai navigli su base regionale poiché tale è la loro area d'influenza. Non si può, infatti, pensare d'intervenire a pezzi e per un settore limitato (8 km) come l'area della cerchia interna dei navigli milanesi. Fa fede l'esperienza di alcuni paesi europei che hanno fatto della rivitalizzazione dei corsi d'acqua, sempre su base regionale uno dei loro pilastri di riqualificazione ambientale, non solo, ma anche di avvio di procedere per la creazione di "green jobs". Inoltre non si può pensare di far riconoscere i navigli come bene dell'umanità se prima non si comprende appieno la loro funzione nei secoli e la loro nuova rifunzionalizzazione per turismo e quant'altro, oggi. Edo Bricchetti (membro del Board "Inland Waterways International, IWI"), delegato per l'Italia.
massimo rimoldi - 27-01-2017 11:29:38
NON FARE QUEST'OPERA E' RINUNCIARE AD UNA COSPICUA FETTA DI SVILUPPO ECONOMICO CON TUTTE LE IMPLICAZIONI ANCHE SOCIALI CHE DOVREBBERO ESSERE EVIDENTI ANCHE AGLI SPROVVEDUTI.SOTTO IL PROFILO ETICO E MORALE E'NEGARE A MILANO IL RECUPERO DELLA SUA NATURA: CITTA' DI ACQUE.
STEFANO RE - 27-01-2017 11:07:29
Buongiorno,

credo che la fattibilita'della riapertura dei navigli, sia si un problema economico, non credo tecnico ingenieristico, ma sopratutto politico corporativo. Dopo expo 2015 Milano ha fatto un salto di qualita'notevole e credo sia la citta' piu' internazionale d' Italia. Ora sta alla volonta' di qualche politico illuminato capire il valore economico e sociale di tale riapertura. Bisogna osare e stabilire regole certe.
RENZO MARRUCCI - 26-01-2017 12:52:15
L'unico vero problema è la paura giustificata che questo progetto sia poi un vero espediente per aprire una zona economica di interesse all'interno della città per il lavoro che comporta e i soldi che saranno da impiegare. Questo è davvero l'ostacolo più grave che pesa su questo progetto una volta usata bene la volontà a vantaggio della città di avere una città più umana e più amisura d'uomo. Ne abbviamo viste di molti colori e qusta paura è reale. Intorno ai denari tendono a stabilizzarsi le curiosità e gli interessi in questa città, anche in questa città e spesso , troppo spesso questa forza del denaro travisa e strumentalizza con pressioini perverse ogni finalità benefica. questa è la preoccupazione che attanaglia quelli come me e che invece scaglia quelli che si nascondoino dietro alle dichiarazioni di amore per questa città ...e la storia lo insegna bene...

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