Ma
di cosa stiamo parlando? Stefano Boeri ci racconta oggi dalle pagine
del Corriere che a causa di una riduzione del bonus volumetrico sul
Pirellino (10 % anziché 25%), bonus regionale che di per sé non ha alcun
senso, i milanesi perderebbero il Ponte Serra su via Melchiorre Gioia,
che nessuno gli ha chiesto di fare. Premesso che di tutta questa vicenda
bisognerebbe discutere di cose molto più importanti e inquietanti. Ad
esempio. Perché si è rinunciato ad avere degli uffici comunali in via
Pirelli, in un posto baricentrico per la città e ben servito, per
relegarli a Corvetto senza mezzi e poca accessibilità? Perché invece del
Ponte Serra non si discute invece della bellezza o bruttezza del
progetto complessivo? Con un bosco verticale in più, che si aggiunge a
“quell’ideologia del caos”, ormai sempre più inguardabile. E poi come
mai vantandosi che Milano sarebbe all’avanguardia delle politiche green,
progettisti, immobiliaristi delle partita e Comune si sono dimenticati
che nel PGT è già inserita tra i progetti strategici la riapertura dei
Navigli che proprio di lì dovrebbero passare? E perché si parla di
generici “corridoi verdi”, quando l’unico corridoio ecologicamente
strategico “verde e azzurro” sarebbe proprio la riapertura dei Navigli
da Cassina de Pomm alla Darsena passando per via Melchiorre Gioia? Per
questo ci permettiamo, anche un po’ “incazzati”, di affermare senza
mezzi termini: “chi se ne frega di un ponte verde fatto apposta per
aumentare i valori immobiliare di quei grattacieli, e che nulla c’entra
con gli interessi reali dei cittadini”.