Riaprire i Navigli
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Lettera aperta ai Consiglieri comunali e ai futuri candidati alle elezioni amministrative di Milano 2027

16 giugno 2026

Carissime e carissimi,

inizierà a breve la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e per l’elezione del nuovo Sindaco. Sinceramente preoccupati per la sorte ambientale della città, pensiamo che sia giusto riprendere alcune considerazioni troppo a lungo disattese dall’amministrazione comunale.
Chi governerà Milano sarà chiamato a decisioni epocali, fra queste, la tanto agognata riapertura dei Navigli milanesi, che la nostra associazione promuove sin dal 2008.
Esattamente 15 anni fa (il 12 e il 13 giugno 2011), si tenne, in occasione dell’elezione del Sindaco Pisapia, un referendum popolare sulla riapertura dei Navigli. Il 95% circa dei milanesi che si recarono alle urne (pari a circa 470.000 cittadini) si espresse a favore della riapertura dei Navigli.
Ora che ne è di questo proposito, che pure faceva parte di un programma elettorale?
Purtroppo quindici anni sono tanti. E sono trascorsi senza che questo progetto abbia visto la luce. Un’intera generazione di giovani cittadini avrebbe già potuto beneficiare delle ricadute positive di un progetto che qualificherebbe Milano agli occhi di tutto il mondo.
Non a caso, molte città europee e mondiali stanno riconoscendo l’importanza dei loro canali, come infrastrutture essenziali per il clima, la biodiversità, la qualità della vita e della città, investendo sulla bellezza e ricucendo il loro rapporto con il valore dell’acqua.
In un governo normale della cosa pubblica un progetto di questa importanza, come quello della riapertura dei Navigli, sarebbe stato il cavallo di battaglia della maggioranza, così come un cavallo di battaglia dell'opposizione nel caso in cui la maggioranza non ne avesse avuto cura. Purtroppo hanno pesato altri interessi, non certo ispirati come questo alla restituzione di un bene collettivo per il miglioramento della qualità urbana e della vita dei cittadini.
Oggi, secondo noi, per una nuova Milano occorrono più che mai scelte coraggiose e coerenti all’altezza dei tempi, con un preciso impegno dell’intero consiglio comunale, facendo del progetto di riapertura dei Navigli il punto distintivo di una nuova politica urbana.
Non è sufficiente affermare, come ha recentemente detto in un’intervista al settimanale “7” del Corriere della Sera, il Sindaco Sala, che non si è potuto attuare questo progetto per la mancanza di risorse.
Al Sindaco l’associazione ricorda che si sarebbe potuto attuare la riapertura dei navigli sia con le normali modalità di finanziamento delle opere pubbliche, sia con procedure più sofisticate come il partenariato pubblico-privato (PPP). Ma ricorrendo anche a quei fondi europei che la stessa Commissione UE nel 2019 avrebbe promesso e concesso a Milano, dietro presentazione di un progetto integrato che garantisse sia la continuità idraulica per la navigabilità del sistema dei navigli milanesi e lombardi, sia un più ampio progetto di riqualificazione urbana e di riordino del sistema della viabilità e dei trasporti.
Progetto che ancora oggi non c’è o non è stato reso noto.
Nonostante sia stato affidato il 31 dicembre 2019 a MM Spa l’incarico per la “Riconnessione idraulica del Naviglio dalla Martesana alla Darsena e la riapertura totale dei Navigli milanesi” e che tale incarico sia stato già liquidato per una cifra pari a 1.718.000 Euro, che si aggiungono al costo del progetto del 2018 poi abbandonato, realizzato sempre da MM Spa per un costo di circa 550.000 Euro per la realizzazione delle cosiddette 5 tratte.
Fondi per la realizzazione delle opere che, come abbiamo più volte suggerito al Sindaco anche per iscritto, avrebbero potuto essere recuperati nel bilancio 2021-2027 “EU Budget per il futuro” – Green Deal, e ancora più chiaramente se i Navigli fossero stati inseriti nei piani del Recovery Fund del PNRR.
Nella prospettiva che, dopo aver accolto il nostro appello, vi facciate carico di far propria la riapertura dei Navigli, ci preme ricordare che il progetto non riguarda solo il ripristino della continuità idraulica di 8 chilometri dalla Cassina de’ Pomm alla Darsena, continuità essenziale per mantenere un alto livello di qualità in Darsena con un migliore ricambio e una maggiore resilienza complessiva del sistema Navigli, oltre a rappresentare la possibilità di riattivare integralmente la rete di 150 km dei Navigli lombardi (una delle più grandi ed estese reti idrauliche e navigabili d’Europa, se funzionante).
Come dicevamo, è un progetto che ha diverse finalità e ricadute sulla qualità urbana. Non è un’opera antiquaria ma che guarda al futuro della nostra città, non è un costo ma un importante investimento anche dal punto di vista economico.
Ha una grandissima valenza ambientale per la ricostruzione di itinerari verdi e azzurri della città.
La possibilità di usufruire nel percorso cittadino di almeno 4 mc/s di acqua in modo stabile, peraltro aumentabili sensibilmente in ragione dell’attuale regime di concessione, consente di garantire velocità della corrente attorno a 20 centimetri al secondo, garantendo la stabilità della navigazione, la salubrità dei luoghi attraversati, l’assenza di depositi. Inoltre, la indispensabile separazione della Martesana dal torrente Seveso ripristina la struttura originale dei flussi idrici, oggi compromesso dalla insana mistura di acque cristalline e inquinate.
Riaprire i Navigli, con lo sfruttamento dei carichi idraulici sulle conche, può fornire 1,8 GWh idroelettrici all’anno. Lungo lo stesso percorso, così come lungo gran parte delle centinaia di km di Navigli e canali irrigui lombardi, potranno inoltre essere installati scambiatori termici (pompe di calore) in grado di potenziare l’efficienza energetica, con la potenzialità di riscaldare e raffrescare migliaia di alloggi.
Restituendo il significato concreto e simbolico della “Milano città d’acqua”, nella prospettiva di una Milano carbon-zero.
Una risorsa fondamentale per un’economia pulita e circolare, per ripristinare la biodiversità urbana, ridurre l’inquinamento e riorganizzare in modo ragionevole il traffico urbano. Un progetto di architettura, quindi non solo ingegneristico e idraulico, per la riqualificazione complessiva di molte parti della città.
Un’opera per tutti e non per pochi, che si realizzerebbe anche in virtù della volontà popolare già espressa, appunto, 15 anni fa.
Per l’Associazione Riaprire i Navigli
Roberto Biscardini





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