Carissime e carissimi,
inizierà a breve la campagna
elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e per l’elezione del nuovo Sindaco.
Sinceramente preoccupati per la sorte ambientale della città, pensiamo che sia giusto
riprendere alcune considerazioni troppo a lungo disattese dall’amministrazione
comunale.
Chi governerà Milano sarà
chiamato a decisioni epocali, fra queste, la tanto agognata riapertura dei
Navigli milanesi, che la nostra associazione promuove sin dal 2008.
Esattamente 15 anni fa (il 12
e il 13 giugno 2011), si tenne, in occasione dell’elezione del Sindaco Pisapia,
un referendum popolare sulla riapertura dei Navigli. Il 95% circa dei milanesi
che si recarono alle urne (pari a circa 470.000 cittadini) si espresse a favore
della riapertura dei Navigli.
Ora che ne è di questo
proposito, che pure faceva parte di un programma elettorale?
Purtroppo quindici anni sono
tanti. E sono trascorsi senza che questo progetto abbia visto la luce.
Un’intera generazione di giovani cittadini avrebbe già potuto beneficiare delle
ricadute positive di un progetto che qualificherebbe Milano agli occhi di tutto
il mondo.
Non a caso, molte città
europee e mondiali stanno riconoscendo l’importanza dei loro canali, come
infrastrutture essenziali per il clima, la biodiversità, la qualità della vita
e della città, investendo sulla bellezza e ricucendo il loro rapporto con il
valore dell’acqua.
In un governo normale della
cosa pubblica un progetto di questa importanza, come quello della riapertura
dei Navigli, sarebbe stato il cavallo di battaglia della maggioranza, così come
un cavallo di battaglia dell'opposizione nel caso in cui la maggioranza non ne
avesse avuto cura. Purtroppo hanno pesato altri interessi, non certo ispirati
come questo alla restituzione di un bene collettivo per il miglioramento della
qualità urbana e della vita dei cittadini.
Oggi, secondo noi, per una
nuova Milano occorrono più che mai scelte coraggiose e coerenti all’altezza dei
tempi, con un preciso impegno dell’intero consiglio comunale, facendo del
progetto di riapertura dei Navigli il punto distintivo di una nuova politica
urbana.
Non è sufficiente affermare,
come ha recentemente detto in un’intervista al settimanale “7” del Corriere
della Sera, il Sindaco Sala, che non si è potuto attuare questo progetto per la
mancanza di risorse.
Al Sindaco l’associazione
ricorda che si sarebbe potuto attuare la riapertura dei navigli sia con le
normali modalità di finanziamento delle opere pubbliche, sia con procedure più
sofisticate come il partenariato pubblico-privato (PPP). Ma ricorrendo anche a
quei fondi europei che la stessa Commissione UE nel 2019 avrebbe promesso e
concesso a Milano, dietro presentazione di un progetto integrato che garantisse
sia la continuità idraulica per la navigabilità del sistema dei navigli
milanesi e lombardi, sia un più ampio progetto di riqualificazione urbana e di
riordino del sistema della viabilità e dei trasporti.
Progetto che ancora oggi non
c’è o non è stato reso noto.
Nonostante sia stato affidato
il 31 dicembre 2019 a MM Spa l’incarico per la “Riconnessione idraulica del
Naviglio dalla Martesana alla Darsena e la riapertura totale dei Navigli
milanesi” e che tale incarico sia stato già liquidato per una cifra pari a 1.718.000
Euro, che si aggiungono al costo del progetto del 2018 poi abbandonato,
realizzato sempre da MM Spa per un costo di circa 550.000 Euro per la
realizzazione delle cosiddette 5 tratte.
Fondi per la realizzazione
delle opere che, come abbiamo più volte suggerito al Sindaco anche per
iscritto, avrebbero potuto essere recuperati nel bilancio 2021-2027 “EU Budget
per il futuro” – Green Deal, e ancora più chiaramente se i Navigli fossero
stati inseriti nei piani del Recovery Fund del PNRR.
Nella prospettiva che, dopo
aver accolto il nostro appello, vi facciate carico di far propria la riapertura
dei Navigli, ci preme ricordare che il progetto non riguarda solo il ripristino
della continuità idraulica di 8 chilometri dalla Cassina de’ Pomm alla Darsena,
continuità essenziale per mantenere un alto livello di qualità in Darsena con
un migliore ricambio e una maggiore resilienza complessiva del sistema Navigli,
oltre a rappresentare la possibilità di riattivare integralmente la rete di 150
km dei Navigli lombardi (una delle più grandi ed estese reti idrauliche e
navigabili d’Europa, se funzionante).
Come dicevamo, è un progetto
che ha diverse finalità e ricadute sulla qualità urbana. Non è un’opera
antiquaria ma che guarda al futuro della nostra città, non è un costo ma un importante
investimento anche dal punto di vista economico.
Ha una grandissima valenza
ambientale per la ricostruzione di itinerari verdi e azzurri della città.
La possibilità di usufruire
nel percorso cittadino di almeno 4 mc/s di acqua in modo stabile, peraltro
aumentabili sensibilmente in ragione dell’attuale regime di concessione,
consente di garantire velocità della corrente attorno a 20 centimetri al
secondo, garantendo la stabilità della navigazione, la salubrità dei luoghi
attraversati, l’assenza di depositi. Inoltre, la indispensabile separazione
della Martesana dal torrente Seveso ripristina la struttura originale dei
flussi idrici, oggi compromesso dalla insana mistura di acque cristalline e
inquinate.
Riaprire i Navigli, con lo
sfruttamento dei carichi idraulici sulle conche, può fornire 1,8 GWh
idroelettrici all’anno. Lungo lo stesso percorso, così come lungo gran parte
delle centinaia di km di Navigli e canali irrigui lombardi, potranno inoltre
essere installati scambiatori termici (pompe di calore) in grado di potenziare
l’efficienza energetica, con la potenzialità di riscaldare e raffrescare migliaia
di alloggi.
Restituendo il significato
concreto e simbolico della “Milano città d’acqua”, nella prospettiva di una
Milano carbon-zero.
Una risorsa fondamentale per
un’economia pulita e circolare, per ripristinare la biodiversità urbana,
ridurre l’inquinamento e riorganizzare in modo ragionevole il traffico urbano.
Un progetto di architettura, quindi non solo ingegneristico e idraulico, per la
riqualificazione complessiva di molte parti della città.
Un’opera per tutti e non per
pochi, che si realizzerebbe anche in virtù della volontà popolare già espressa,
appunto, 15 anni fa.
Per l’Associazione Riaprire i
Navigli
Roberto Biscardini