Sapevamo della sua malattia, ma fino a qualche giorno fa eravamo in contatto per parlare dei Navigli, dello stato di avanzamento delle opere per rendere navigabili l’itinerario, tanto a lui caro, della Locarno Venezia. Nella speranza che la cosa più semplice, la conca di Viarenna come estensione della Darsena milanese, si potesse fare subito. Anzi si poteva fare già da dieci anni fa. Come Empio Malara, con una vena di delusione, ha ancora
ricordato oggi, nel suo ultimo giorno di vita, con una lettera al Corriere delle Sera.. E poi la riapertura dei Navigli che a Milano sono stati chiusi, compreso l’itinerario dell’Adda con la riapertura del Naviglio di Paderno.
Quanti convegni fatti insieme per parlare di quel meraviglioso Naviglio! Per costruire una sensibilità politica e diffusa affinché anche quell’opera, a cui si era dedicato molto studiando Giuseppe Meda, potesse vedere presto la luce.
Un sogno comune: ricostruire la grande rete europea delle vie navigabili interne della Lombardia.
Tante iniziative, che Empio ha promosso quotidianamente, sempre con grande intelligenza da circa cinquant’anni, facendo del tema Navigli il punto fermo per la costruzione di un nuovo paesaggio milanese e lombardo.
Ma non solo. Amico e compagno di tante battaglie per una nuova architettura, per una diversa urbanistica, per una diversa politica e per una città di tutti. Un intellettuale calabrese, figlio di una importante famiglia cosentina, che arrivato a Milano per studiare al Politecnico si è identificato con la città, fino ad essere un grande “milanese”.
Una grande perdita, ma anche un grande stimolo, per proseguire il nostro cammino.
I funerali di Empio Malara si svolgeranno in forma laica nella sala multifunzionale del cimitero di Lambrate sabato 21 gennaio alle ore 11