Dalle elaborazioni quotidiane della nostra associazione, stimolati dei
nostri associati e dal programma di attività del nostro direttivo, nell’ambito della
questione posta più volte: “usiamo la riapertura dei navigli per migliorare la
qualità di Milano anche dal punto di vista architettonico”, emerge un problema
di fondo, già indicato in modo embrionale nel nostro libro del 2015. Si tratta
del rapporto tra la riapertura del Martesana fino
ai Bastioni di Porta Nuova e gli insediamenti edilizi di via Melchiorre Gioia,
vecchi e nuovi.
Ecco il punto.
Un solo esempio per tutti. Nell'area di Porta Nuova
il gruppo COIMA sta facendo molti investimenti. Perché l’amministrazione
comunale non lo coinvolge direttamente e finanziariamente nella riapertura del
tratto via Melchiorre Gioia/con separazione delle acque del Seveso?
In che modo si potrebbe coinvolgere:
- dovrebbe essere definito un progetto unico ed
esclusivo, come è ormai esemplare quella parte di città, anche dal punto di
vista della sua attrattività internazionale. Un progetto che può essere
esemplare anche dal punto di vista dell'importanza dell'acqua, come bene da preservare
e valorizzare per la vita;
- tutta l’area dovrebbe essere pensata e ripensata
nel nesso architettonico e paesaggistico delle nuove costruzione con la
presenza del nuovo Naviglio, per riqualificare tutto, da via Melchiorre Gioia,
a viale della Liberazione, al tunnel viario che sembra un non finito di quel
progetto.
Quindi un progetto esclusivo che dovrebbe risolvere
non un semplice incrocio tra due grande strade, ma un nodo urbano, per una
buona soluzione urbanistica:
- l'incrocio dell'acqua con la viabilità
automobilistica su due livelli.
- l'incrocio dell'acqua con i percorsi ciclabili e
pedonali, possibilmente
rendendo continuo il verde realizzato in superficie
ora tagliato da via
Melchiorre Gioia.
- la separazione del Seveso dal Martesana.
- la riduzione del rumore e della congestione.
Un gran bell’esercizio per migliorare una parte
importante della città. Anche i privati potrebbero mettere in campo risorse e
tecnici esperti per riprogettare quell'incrocio insieme ai tecnici
dell’amministrazione comunale. Tutti potrebbero guadagnarci in qualità.