Il Ministro Bonisoli ha già avuto molte risposte alle sue
dichiarazioni. Tutte condivisibili.
Ma la faciloneria della sua battuta merita un po’ di ironia.
“Riaprire i Navigli una totale sciocchezza”. Una vera
sciocchezza la sua, mio caro Ministro, che da milanese sembra vivere su Marte.
“Non ne vedo la ragione”. Beh, si informi, si impegni, si
metta a studiare, si documenti, in fondo stiamo parlando di Beni culturali, o
no?
“Se fossi Sala farei un bel referendum”. Caro Ministro, il “bel”
referendum a Milano si è già tenuto nel 2011, anno in cui più di 450.000
elettori pari al 94% dei votanti si sono espressi con un secco SI. Non conta
niente? Non se lo ricorda? E lei dov’era?
A queste brevi risposte c’è anche il rovescio della medaglia:
la sua gaffe, fuori dalla pur giustificata ironia, può esserci di aiuto.
Lo sanno bene tutti coloro che ci lavorano da anni: la
riapertura dei Navigli è la più straordinaria iniziativa urbanistica,
ambientale e persino simbolica per Milano e la Lombardia con importanti
ricadute di immagine ed economiche nazionali e internazionali.
Per questa ragione sarebbe ora quindi che la questione
uscisse dal puro ambito locale e fosse discussa anche a livello nazionale. Che
un Ministro ne parli non è un male.
Anzi, potrebbe essere proprio lei a farsi promotore di una
discussione più allargata. Ne parli con i suoi colleghi nel prossimo Consiglio
dei Ministri. Vedremo.
Ciò potrebbe favorire una presa di posizione concertata
utile a facilitare la realizzazione di un’opera ormai data per sicura, non solo
per molti milanesi, ma anche in molti consessi scientifici e culturali di
livello internazionale.
Il problema infatti oggi non è più il “se” realizzarla, ma
il “come”.
Il progetto della riapertura integrale dei Navigli a Milano,
come elemento centrale della ricostruzione dell’intera rete dei 140 chilometri dei
Navigli lombardi, potrebbe presto entrare nell’agenda dell’Unesco affinché questa
rete sia riconosciuta come Patrimonio mondiale dell’Umanità, magari proprio in
coincidenza con il 500esimo anniversario della morte di Leonardo. Ci auguriamo
che il Governo non si metta contro.
Infine, la sua “sciocchezza” potrebbe paradossalmente favorire
l’impegno concreto del Governo nei confronti di Milano e della Lombardia, su un
progetto che Milano e la Lombardia già condividono.
Quale aiuto? Soprattutto procedurale e finanziario per
rendere ancora più interessante, dal punto di vista delle sue ricadute
economiche e della sua bancabilità, la realizzazione del progetto stesso.
Basta così. Anche perché non vorrei indirettamente
alimentare la telenovela delle contrapposizioni, spesso strumentali, tra 5stelle
e Lega.