12/10/2017

ECCO LA PROPOSTA DELL’ASSOCIAZIONE, SUBITO LA CONCA DELL’INCORONATA E VIA MELCHIORRE GIOIA FINO AI BASTIONI. LE VASCHE LUNGO LA FOSSA INTERNA POSSONO ASPETTARE.

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ECCO LA PROPOSTA DELL’ASSOCIAZIONE, SUBITO LA CONCA DELL’INCORONATA E VIA MELCHIORRE GIOIA FINO AI BASTIONI. LE VASCHE LUNGO LA FOSSA INTERNA POSSONO ASPETTARE.

Il seminario sulla prospettiva della riapertura dei Navigli che si è tenuto il 12 ottobre alla Ex Fornace di Alzaia Naviglio Pavese 16, organizzato dalla Fondazioni Quercioli, ha segnato una svolta nel dibattito che sinora si è svolto in città.
Finalmente si parla di qualità urbana, di qualità del progetto, con una visione generale e strategica ben oltre la logica riduttiva della realizzazione di interventi parziali con il solo obiettivo di abbellire la città.
Il progetto della riapertura dei Navigli è finalizzato al ripristino dell’intera rete dei Navigli lombardi e alla loro navigabilità, perché non è un’opera di arredo urbano come ha detto recentemente in modo appropriato l’architetto Vittorio Gregotti.
Biscardini in particolare, durante l’incontro, ha detto: “Finalmente ritorniamo alle origini della nostra proposta che colloca questo progetto nell’intersezione tra questioni micro e macro urbanistiche. Sala ha il merito di aver portato la questione dei Navigli in Consiglio Comunale ma bisogna rendersi conto che non si può considerare il piano di fattibilità del Politecnico né come un progetto di architettura né come un progetto di urbanistica. Ecco perché è fuorviante la logica della riapertura “parziale”. Noi insistiamo su un punto: occorre definire un progetto generale di tutti gli otto chilometri e da qui decidere quali saranno i primi lotti e poi, su questo schema di lavoro, occorre aprire un grande dibattito nella città, sull’architettura, sull’architettura dell’opera Navigli e sugli effetti urbanistici che avrà nel suo intorno”.
Un dibattito molto interessante nel quale la nostra Associazione ha ribadito che il progetto và visto come un investimento, che si autofinanzia da sé, e non come un costo da comparare ad altre priorità per la città di Milano.
Alla fine Biscardini ha aggiunto: “Se vogliamo fare le cose semplici, iniziamo a definire come primi lotti quelli più semplici. Si può realizzare subito la Conca di Viarenna che sarebbe alimentata dalla Darsena. E si può realizzare subito il tratto di via Melchiorre Gioia, che va realizzato tutto, non solo un tratto, fino ai Bastioni di Porta Nuova, mettendo mano subito alla sistemazione del Seveso nel tratto sotterraneo. Le vasche in Francesco Sforza e al Parco delle Basiliche possono aspettare.”
Importanti e significativi gli interventi dell’architetto Alì, consulente del PIM, di Fabio Arrigoni, presidente del Municipio 1, di Santo Minniti, presidente del Municipio 6 e dell’architetto Massimo Sacchi che ha coordinato l’incontro.