Pubblichiamo con un po’ di ritardo l’intervento di Roberto Biscardini all’Assemblea che si è tenuta il 18 luglio 2018 al Comune di Milano dal titolo “Riaprire i Navigli. Perché, Come e Quando”
18 Luglio 2018
Comune di Milano, Palazzo
Marino, Sala Alessi
Riaprire
i Navigli. Perché, Come e Quando
Incontro pubblico
organizzato dall’Associazione Riaprire i Navigli in occasione del Dibattito
Pubblico promosso dal Comune di Milano.
Introduzione di Roberto
Biscardini.
Dopo tanti incontri organizzati in occasione del Dibattito Pubblico promosso dal Comune di Milano e dopo i 5 incontri ufficiali organizzati dall’Amministrazione comunale, abbiamo pensato che fosse giusto, come Associazione Riaprire i Navigli, organizzare un incontro rivolto a tutta la città e a tutti i cittadini senza distinzione, non per discutere del progetto delle cinque “vasche”, ma per discutere il progetto generale di riapertura “integrale” degli otto chilometri in Milano dalla Cassina de’ Pomm alla Darsena.
Ringrazio tutti i presenti e
in particolare tutte le associazione che hanno aderito al nostro invito e che
prenderanno la parola nel corso di questo incontro.
1. Mi sembra giusto cogliere l’occasione di oggi per
ricostruire una breve storia del progetto “riaprire i Navigli a Milano”.
- Nel 1988, in una mostra
organizzata da più associazioni, emerse per la prima volta il tema della
riapertura dei Navigli che furono chiusi dal 1929 in poi, con
l’obbiettivo come diceva il testo di presentazione di una “apertura graduale
dei Navigli milanesi”. Poi non se ne fece nulla e gli stessi promotori
lasciarono di fatto cadere quella proposta.
- Dopo vent’anni da quella
data, nel 2007-2008, la nostra Associazione, allorché non ancora costituita, sulla
base di una mia proposta sviluppata presso la Facoltà di Architettura insieme
all’architetto Andrea Cassone, pone la questione, con la necessaria radicalità,
di aprire integralmente gli otto chilometri mancanti in Milano, via Melchiorre
Gioia e la “fossa interna”.
- Di lì a poco, nel 2011, si
tiene il Referendum per la riapertura dei Navigli che ha un larghissimo
consenso. Durante la Giunta Pisapia, nel 2012, il PGT di Milano fa proprio il
progetto e lo inserisce come opera strategica per la città. Oggi Giunta Sala ha
indicato la riapertura dei Navigli come un intervento strategico del proprio
programma. E finalmente stiamo discutendo oggi di progetti, di lavori, di lotti
e di tempi.
2. Dopo dieci anni di
durissimo lavoro, con più di 300 iniziative pubbliche, il nostro sito e la
nostra pagina face book, migliaia di articoli e pubblicazioni, la nostra
Associazione è passata dalla fase in cui venivamo considerati o “matti” o
“sognatori” liquidati con una semplice pacca sulla spalla, alla fase in cui
siamo ormai accreditati dai più come il soggetto depositario dell’idea, che ha
elaborato risposte complessive e diversamente articolate. Oggi non possiamo che
esprimere soddisfazione in quanto bene o male, di questo progetto si sta
discutendo pubblicamente affrontando anche il tema concreto di come avviare la
prima fase dei lavori.
Al Sindaco chiediamo
soltanto di riconoscere la primogenitura di questa idea, perche senza la nostra
Associazione e senza le iniziative promosse a scala locale e regionale, nelle
istituzioni e nella società, questo progetto sarebbe ancora soltanto un’idea
vaga.
3. Il problema di oggi è ormai
come realizzarlo, perché sia realizzato bene e non si perda per strada lo
spirito originario e le motivazioni fondamentali che ne sono alla base. Affinchè
non si perda per strada l’anima e la visione.
Per questa ragione in queste
ultime settimane abbiamo elaborato un documento articolato in 25 punti, che
esprime il parere della nostra Associazione sull’ipotesi avanzata dal Comune di
Milano di realizzare cinque tratti anziché l’intero tratto mancante.
5. Qual è lo spirito
originario del progetto prospettato da noi dieci anni fa?
Si può sintetizzare in
questi punti:
- La riapertura dei Navigli
a Milano è contemporaneamente un’opera “milanese” anche funzionale alla
riqualificazione dell’intera città, ma è anche un’opera di rilevanza “regionale”
funzionale alla ricostruzione dell’intera rete dei Navigli lombardi.
Quindi otto chilometri in
Milano per riqualificare Milano e per riattivare la funzionalità dei 140 chilometri della
Lombardia.
- Otto chilometri per
ripristinare la storica plurifunzionalità dei Navigli e cioè la funzione
agricola e la navigabilità che è il vero “cuore” del progetto.
Un progetto che non dovesse prevede
la navigabilità è un non senso, anzi, un progetto di riapertura dei Navigli che
non preveda la navigabilità è un progetto inutile che è meglio non fare.
6. Con questa iniziativa, il
tema della riapertura dei Navigli in Milano, ha fatto di sì di rafforzare in
tutta la Lombardia la sensibilità non solo sulla necessità di difendere e di
riqualificare i Navigli esistenti, ma sulla necessità di realizzare interventi
e programmi tesi complessivamente e subito all’estensione della navigabilità
completa della rete.
Pertanto la nostra proposta è
quella non solo di riaprire gli otto chilometri in Milano, ma anche ristrutturare
subito il Naviglio di Paderno d’Adda, rendere navigabile subito il Naviglio
Pavese e il Martesana eliminando gli attraversamenti stradali a raso e
ristrutturando le conche di navigazione, infine (ma potrebbe essere
paradossalmente tra i primi interventi) ristrutturare la “scala d’acqua” che
collega a Pavia il Naviglio con il Ticino.
7. L’idea di fondo del
nostro progetto è quindi la ricostruzione dell’itinerario navigabile da Colico
a Venezia passando per il Naviglio Martesana e Milano, così come già oggi è
facilmente realizzabile l’itinerario da Locarno a Venezia attraverso il
Naviglio Grande.
8. La riapertura dei Navigli
a Milano produrrà effetti straordinari per la città con riqualificazioni e
trasformazioni urbane di grandissimo pregio.
La realizzazione dei Navigli
obbligherà a riprogettare buona parte della città alla quota zero, a realizzare
nuovi spazi pubblici e a verde, migliorerà la qualità della vita e Milano sarà
obbligata a riorganizzazione il traffico perché la città sia meno congestionata
e più pedonale. Ma la riapertura dei Navigli sarà anche una nuova grande
opportunità di lavoro e di nuova economia. Innovazioni tecnologiche,
riqualificazione ambientale e segno di una diversa modernità.
La riapertura dei Navigli
sarà quindi l’opera ecologicamente più importante mai realizzata a Milano dal
dopoguerra ad oggi.
9. Ad ottobre presenteremo i
risultati di una ricerca cha abbiamo da tempo avviato per studiare le ricadute
economiche e i vantaggi della riapertura dei Navigli su Milano e per i suoi
cittadini.
Una ricerca vuole
prospettare nuove modalità di finanziamento dell’opera per favorire, come
abbiamo sempre indicato, il coinvolgimento di risorse private e prospettare un
modello finanziario che consenta di “catturare” per il finanziamento
dell’opera, “cespiti” che essa stessa direttamente o indirettamente può
produrre.
Risorse finanziarie anche di
natura privata necessarie a realizzare l’opera senza pesare totalmente sulla
finanza pubblica, sulle casse comunali, regionali, nazionali ed europee.
Da qui la nostra convinzione
che quest’opera rappresenti un investimento e non un costo.
10. Detto questo le nostre osservazioni al progetto di
MM commissionato dal Comune di Milano si possono così sintetizzare:
- non ci convince “i cinque
tratti” proposti dal Comune e men che meno la realizzazione della “connessione
idraulica sotterranea” (il tubo) necessari solo ad alimentare le “cinque tratte”
tra loro senza continuità;
- a nostro parere bisognava,
e siamo ancora in tempo a farlo, predisporre un progetto complessivo
riguardante l’intero tratto degli otto
chilometri mancanti, da Cassina De’ Pomm alla Darsena, affinché si possa
individuare solo dopo la definizione del progetto generale, fasi di attuazione
e i lotti di costruzione;
- in questo quadro “le
cinque tratte” devono e possono essere ancora messe in discussione. Per esempio
perché non ritenere più ragionevole, in alternativa alle “cinque tratte”, la realizzazione dell’intero tratto di via
Melchiorre Gioia fino ai Bastioni comprendendo in questo lotto di lavori la
ribacinizzazione del Seveso da via Carissimi ai Bastioni, che tanti problemi
crea alla città?
11. Bisogna infine avere
chiaro che la riapertura integrale dei Navigli è un’opera relativamente poco
costosa, ma economicamente molto vantaggiosa, Essa promuoverà anche
indirettamente processi di trasformazione urbana e renderà Milano sempre più
bella e più naturale. Come stanno facendo molte città nel mondo, si tratta di
investire sull’acqua e sulla bellezza della città facendo di questo obiettivo la
vera priorità.
12. A questo proposito solo una battuta sulla cosiddetta
questione delle priorità che alcuni invocano per non realizzare il progetto di
riapertura dei Navigli. Nessuna città al mondo costruisce il proprio futuro sul
soddisfacimento dei bisogni pregressi, arretrati o immediati. Guardare al
futuro, progettare il futuro per realizzazioni nuovi traguardi è un dovere delle
vere classi dirigenti. E rappresenta una sfida generazionale che persino il
Papa spesso ci ricordaci.
13. Intorno a questo
dibattito sulle priorità bisogna saper distinguere dai problemi veri e concreti
(alcuni posti molto concretamente da molti cittadini nel corso di questi mesi non
per non realizzare la riapertura ma per
realizzarla meglio) dalle posizioni ideologiche e contrarie al progetto in modo preconcetto.
A questo proposito, in
questi ultimi giorni, ho ricordato amichevolmente ad un amico che se Milano
avesse deciso da sempre di intervenire solo per la risoluzione delle priorità
pregresse, anche le più evidenti e socialmente utili, avremmo ancora la Scala
sventrata dalle bombe del ’43.
Per fortuna così non è stato,
i sindaci e i milanesi hanno guardato al futuro, hanno investito in cultura
quando le case erano ancora a pezzi, e in questo senso occorre guardare al
progetto di riapertura dei Navigli con la necessaria ed obbligata lungimiranza.