Caro Sindaco,
la stampa ha in questi giorni
nuovamente illustrato i contenuti del programma dell’Amministrazione comunale
per una politica attiva sulla questione ambientale e per la riduzione
dell’inquinamento.
Proposte interessanti ma anche
integrabili e perfezionabili, sia per quanto riguarda il traffico sia per
quanto riguarda l’obiettivo di contenere al massimo il consumo di suolo,
obiettivo assolutamente condivisibile ma che sembra contraddittorio con la
politica espansiva e di cementificazione in atto.
Ci meraviglia però come, dall’elenco
dei provvedimenti programmati dalla sua Amministrazione, sia assolutamente
sparito il tema della riapertura dei Navigli a Milano.
Argomento che ha
caratterizzato la campagna elettorale del 2016, probabilmente decisivo per la
sua elezione e discusso con una larga partecipazione popolare, lo scorso anno,
nell’ambito del “dibattito pubblico”.
Progetto strategico per una
diversa qualità della vita in città, la più grande opera ecologica di rilevanza
ambientale che Milano possa mai realizzare dal dopoguerra ad oggi e vero
esempio di rigenerazione urbana.
In considerazione del fatto
che l’inquinamento a Milano non è provocato solo dalla circolazione stradale ma
soprattutto dal riscaldamento domestico, il nostro progetto di riapertura dei
Navigli comprende la possibilità per Milano di essere capofila al mondo per una
estesa applicazione del riscaldamento e raffreddamento degli edifici mediante
pompe di calore.
Con i Navigli riaperti, con l’utilizzo
dei corsi d’acqua esistenti e coi pozzi di prima falda, si potrà realizzare un
grande progetto di climatizzazione degli edifici utilizzando l’acqua come fonte
energetica rinnovabile e quindi trasformare il sistema di generazione da
gas/gasolio inquinante, ad elettrico con inquinamento locale zero.
Inoltre, proprio la
riapertura dei Navigli obbligherà a riorganizzare il traffico veicolare,
riducendolo, rendendo possibile un piano organico di mobilità ciclabile e l’estensione
di aree pedonali e a verde, quale ossatura portante di un sistema integrato di
riqualificazione della città, sia nelle sue parti centrali sia in quelle più
esterne.
Lungo tutte le tratte dei
Navigli esistenti: Grande, Pavese e Martesana, sarebbe infatti da subito
realizzabile il tanto discusso progetto di parco lineare urbano regionale.
Pompe di calore e
riorganizzazione del traffico, due progetti coordinati e connessi al progetto
principale di riapertura dei Navigli da Cassina de Pomm alla Darsena, che
darebbero un contributo alla riduzione dell’inquinamento molto maggiore
rispetto alle soluzioni finora prospettate.
Da ultimo, la riapertura dei
Navigli contribuirebbe alla riduzione dell’effetto “isola di calore urbana
(Urban Heat Island)”, fenomeno sempre più intenso e sempre più difficile da
sopportare. L’esistenza di un corso d’acqua in città limiterebbe l’accumulo di
calore e creerebbe circolazione dell’aria grazie alla differenza di temperatura
tra tessuto urbano e l’acqua in movimento.
Con questa lettera la
invitiamo pertanto a inserire tra i programmi di intervento della sua
Amministrazione, anche ai fini della lotta all’inquinamento, il progetto
strategico della riapertura dei Navigli a Milano.
Roberto Biscardini
Associazione Riaprire i
Navigli