06/02/2017

MA BISOGNA FARE UN BANDO PER RIMETTERLI O BISOGNA PRENDERE L’OCCASIONE BUONA PER NON RIMETTERLI PIU’?

La storia dei barconi di Milano è lunga e il tentativo di toglierli di mezzo iniziò in Regione Lombardia, con l’allora governo di centrosinistra, alla fine degli anni ’80.

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La storia dei barconi di Milano è lunga e il tentativo di toglierli di mezzo iniziò in Regione Lombardia, con l’allora governo di centrosinistra, alla fine degli anni ’80.
Adesso l’occasione è buona, dopo la sentenza del Consiglio di Stato spetta alla politica interpretare al meglio la realtà. I Navigli sono, per definizione, canali navigabili e se non lo sono ancora tutti dal punto di vista amministrativo lo devono diventare.
Il paradosso è che quel tratto in cui sostano permanentemente delle chiatte, che rendono impossibile qualunque tipo di navigazione, è proprio nel tratto dalla Darsena alla Conchetta e alla Conca Fallata, due conche potenzialmente funzionanti, e per le quali si sono spesi soldi pubblici per il loro restauro, che rischiano proprio di marcire perché su quel tratto non si fa la navigazione.
Nemmeno quella turistica che pur si fa con grande successo sul Naviglio Grande.
Quindi il bando che il Comune vorrebbe fare rischia di essere anacronistico con i tempi e autolesionista per il futuro.
Sulle acque del Naviglio e della Darsena non devono stazionare permanentemente falsi barconi o chiatte di qualunque genere.
Non si dica che con questi barconi quel che vediamo è proprio un bel paesaggio urbano.
La Giunta di Milano faccia chiarezza, un po’ di trasparenza non farebbe male.

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