Questa sera l’Associazione che ha avuto l’idea dieci anni fa
di riaprire i Navigli festeggia il suo compleanno sull’Alzaia del Naviglio
Grande sul Barcone di Milano.
Non c’è occasione migliore per fare il punto della
situazione rispetto all’annuncio del Sindaco Sala di tenere il referendum nella
prossima primavera.
Roberto Biscardini, presidente dell’Associazione Riaprire i
Navigli, ha dichiarato: “Aspettiamo di vedere il testo del quesito ma non
abbiamo paura di esprimere già oggi le nostre perplessità. Il Sindaco sostiene
che il referendum non chiederebbe ai cittadini milanesi un parere generico
sulla riapertura dei Navigli ma ci si dovrà esprimere su un progetto con tanto
di costi e programma dei lavori. Qui sta il punto. Non si può assolutamente
confondere lo studio di fattibilità fatto meritoriamente dal Politecnico, confermando
la fattibilità della nostra idea iniziale, con un progetto di architettura e di
urbanistica per la città. Il progetto di riaprire i Navigli merita un livello
di approfondimento e la definizione di un percorso di partecipazione di ben
altra dimensione. Su questo annunciato referendum pesa, peraltro, un’altra
questione da chiarire. La riapertura dei Navigli è già stata approvata dai
cittadini milanesi nel 2011, perché rifare un altro referendum oggi? E se si
vuole mettere a referendum un progetto più particolareggiato, perché si fanno i
referendum solo sui Navigli e non, per esempio su altre importanti opere
pubbliche, perché non si è fatto su M4, sugli scali ferroviari e non si è fatto
su Expo? Per noi il referendum del 2011 è più che sufficiente per consentire all’amministrazione comunale di agire
concretamente per la riapertura dei Navigli nei tempi più rapidi possibili senza
bisogno di altre consultazioni.”