15/03/2022

RIAPRIRE I NAVIGLI, UN PROGETTO DI RILEVANZA INTERNAZIONALE di Roberto Biscardini del 15 marzo 2022

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RIAPRIRE I NAVIGLI, UN PROGETTO DI RILEVANZA INTERNAZIONALE di Roberto Biscardini del 15 marzo 2022

Circa quindici anni fa, a partire dalla mia esperienza come docente della facoltà di architettura, abbiamo proposto all’attenzione di Milano e delle sue istituzioni il tema della riapertura di otto chilometri di Navigli che sono stati chiusi tra il 1929 e gli anni ’60.

Un progetto per sanare una ferita che si era aperta nella città. Milano senza i Navigli, che avevano retto per oltre 7 secoli, aveva perso la sua anima.

I Navigli, fonte di rinnovate attività economiche, resero ricca Milano con l’acqua, elemento vitale e distintivo di molte città del mondo attraversate da fiumi e da canali.

Da quella prima idea, nacque l’Associazione Riaprire i Navigli con l’obiettivo di collaborare con le amministrazioni comunali e regionali per realizzare un progetto ancora più grande: aprire otto chilometri di Navigli a Milano per rimettere in funzione l’intera rete dei Navigli lombardi. Una delle più importanti, interessanti ed estese reti di canali europee.

Quindi, riaprire otto chilometri di Navigli oggi tombati, in parte ancora percorsi dalle tradizionali acque sotto il manto stradale. In parte ancora esistenti, con le loro sponde e i loro fondali, ma interamente coperti e riempiti di sabbia.

Un progetto europeo di rilevanza internazionale per promuovere il ritorno alla navigabilità della rete dei canali della Lombardia, per collegare i meravigliosi laghi, quello Maggiore e quello di Como, a Milano e poi a Pavia e a Venezia.

Soprattutto per la navigazione turistica, per quella sportiva e per rispondere ad una domanda di turismo nautico che si è sviluppato in molte città europee e del mondo anche negli ultimi anni.

Si tratta di investire sull’acqua, per il suo valore simbolico e concreto, essenza di bellezza, come grande opportunità per riappropriarci della natura e per avviare progetti di rigenerazione urbana e territoriale fondati sulla qualità dell’ambiente, dell’architettura e del paesaggio.

Riaprire i Navigli a Milano è il più grande ed integrato intervento ecologico (pur di limitate dimensioni finanziarie) che la città abbia mai realizzato dal dopoguerra ad oggi.

Alla riscoperta della “Milano città d’acqua” così come è sempre stata, fin dalla sua nascita, non con gli occhi rivolti al passato, ma come grande bisogno di nuova modernità.

Per realizzare il progetto non occorre molto.

Occorre la volontà politica del Comune di Milano per realizzare questo intervento strategico, internazionale, all’interno della città, lungo l’antica cerchia dei Navigli.

Occorre la volontà di Regione Lombardia di investire nel ripristino delle conche di navigazione, molte delle quali ancora esistenti ma dismesse lungo il percorso dei nostri Navigli.

Due progetti che secondo i nostri calcoli avrebbero un costo complessivo di circa 350 milioni per Milano e circa 300 milioni per l’intera Lombardia.

Cifre irrisorie per i ricchi bilanci del Comune e della Regione.

Cifre assolutamente compatibili se rapportate al grande piano di investimenti (Recovery and Resilience Plan - RRP) sostenuto dall’Unione Europea per la transizione ecologica e la rigenerazione urbana in Italia.

Al pari degli altri grandi paesi europei, l’Italia avrebbe ancora così la sua rete di vie navigabili. Con nuove imbarcazioni, dalle canoe ai piccoli bateaux-mouches, dai taxi-boat alle house-boat individuali. Tutte a trazione elettrica, nelle forme più adeguate ed opportune.

Un progetto internazionale che può avere dal resto del mondo e da tutti coloro che conoscono l’importanza, anche economica, della navigazione interna un sostegno decisivo. Perché sia il Comune di Milano sia la Regione Lombardia, nonostante le tante dichiarazioni a favore ed un referendum popolare, che nel 2011 approvò il progetto a larghissima maggioranza, facciano di più di ciò che hanno fatto finora.

Milano sta conoscendo grandi trasformazioni, è riconosciuta nel mondo come una grande città attrattiva ed economicamente ricca. Noi con questo progetto vogliamo però cambiare il paradigma affinché la ricchezza non sia solo rendita e cemento, ma anche ambiente e bellezza.